POLITICA

FOTO Fratoianni (SI): "Non bastano gli sgomberi per debellare i ghetti

Fratoianni (SI): "Non bastano gli sgomberi per debellare i ghetti

FOGGIA,

Giornata foggiana per il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, che ha prima visitato i vari ghetti dislocati in Capitanata e poi preso parte ad una conferenza a Palazzo Dogana. Fratoianni proprio da Foggia, capitale agricola del Mezzogiorno, ha lanciato le proposte per il contrasto al caporalato, per la tutela dei diritti dei lavoratori delle campagne e per una nuova etica nella filiera dell'agroalimentare. "La legge contro il caporalato è ottima, ma va applicata. Chiediamo alla Regione Puglia di finanziare la legge 28 del 2006 realizzata da Marco Barbieri, l'assessore al lavoro della prima Giunta Vendola, una legge straordinaria che è stata premiata perchè era una legge che iniziava a frenare il lavoro nero. Però tutte le leggi per essere applicate hanno bisogno di risorse", Fratoianni dopo aver visitato il Gran Ghetto di San Severo e quello di Borgo Mezzanone è stato ospite del nostro TGE Focus dove ha fatto il punto della situazione sulle baraccopoli. "I ghetti ci sono ancora, sono la condizione di un lavoro sfruttato, umiliato, povero di questo Paese. I ghetti quando si chiudono si riformano perchè l'intervento di ordine pubblico è necessario ma spesso non è sufficiente. Dopo lo sgombero i braccianti africani stanno nuovamente tornando nel Gran ghetto che è ancora abitato e vissuto. In molti si stanno trasferendo sulla pista di Borgo Mezzanone dove si stanno costruendo nuove casette in grado di accogliere i migranti che sono fuggiti dal ghetto di Rignano. Ecco - aggiunge Fratoianni - c'è bisogno di cambiare strategia, c'è bisogno di mettere al centro la tutela del lavoro, bisogna intervenire affinché il reclutamento della manodopera avvenga sotto il controllo dello Stato". Il leader di SI si è poi soffermato sul difficile momento che sta attraversando la provincia di Foggia sul  fenomeno criminalità. "Quando la criminalità dilaga è perchè aumenta la povertà,  la fame, la disperazione e il non  lavoro".

Video



Commenta l'articolo