POLITICA

FOTO ATAF. Buonarota: salasso economico preconfezionato

ATAF. Buonarota: salasso economico preconfezionato

FOGGIA,

Il consigliere comunale Luigi Buonarota ritorna sulla questione ATAF e precisamente sulle condizioni retributive dei lavoratori. “Il 12 febbraio 2016 – scrive in una nota stampa il consigliere - invitai il sindaco Franco Landella e il CDA dell’ATAF a far prevalere il buon senso sulle decisioni collettive, appunto, quelle che riguardano chi lavora nella ex municipalizzata dei trasporti pubblici di Foggia. Da allora nulla è cambiato e Foggia non può  continuare a subire ritorsioni da chi chiede giustizia per ottenere diritti sanciti dalla Costituzione Italiana, frutto di anni e lotte sindacali e che si chiama lavoro”.

“Tutti – ricorda Buonarota - sappiamo che in ATAF è stato messo in atto un Piano di Rientro Finanziario, quello del 2016-2018, a supporto del nuovo Accordo di ristrutturazione del debito di ATAF S.p.A. Piano approvato, e qui la memoria è scritta nei faldoni comunali, dal Consiglio di Amministrazione il 03 Marzo 2016, prevede un risanamento di circa 15 mln/€ attraverso l’acquisizione di beni immobili comunali già avvenuti con Delibera del Consiglio Comunale di Foggia n. 90 dell’11 Settembre 2012 e dalle previsioni dell'andamento dei ricavi delle attività della sosta e del TPL –Trasporti Pubblici Locali- e dalle previsioni di riduzione e ottimizzazione dei costi aziendali. Ad oggi tutte queste azioni sono risultate improduttive”.

Buonarota lamenta “anche la scarsa manutenzione del parco macchine dovuto essenzialmente alle mancate erogazioni di fondi a favore dell'ATAF per l'acquisto di mezzi e loro ricambi per un’adeguata e opportuna manutenzione ordinaria e straordinaria degli stessi”.

E l’attuale condizione che si vive in ATAF? Luigi Buonarota elenca: “annullamento di corse e soppressioni di linee sono solo alcuni aspetti di disagio cui i cittadini sono sottomessi pur pagando doverosamente biglietti e abbonamenti”.
“Il salvacondotto ATAF siamo noi foggiani che dovremmo accollarci ulteriore costi che l’Amministrazione non riesce o non vuole sanare?”, chiede il consigliere che conclude “Basterebbe iniziare nel rivedere, semmai eliminare, anche il CDA che Landella ha ristabilito con costi pubblici e che chi prima di lui aveva abbattuto per non gravare sulle spalle pubbliche”.



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