CRONACA

FOTO "Scarcerate il boss Sinesi": dubbi e omissioni sul delitto Tizzano

"Scarcerate il boss Sinesi": dubbi e omissioni sul delitto Tizzano

FOGGIA,

Fu torchiato come persona informata dei fatti e non come indagato che avrebbe avuto il diritto di tacere alla presenza di un legale di fiducia. In quel frangente Sergio Ragno negò di aver incontrato il boss, nonostante le telecamere avessero ripreso la scena. E per questo motivo tutto il castello accusatorio della Dda rischia di scricchiolare, nonostante il riesame, lo scorso 10 agosto, ha ritenuto insufficiente la richiesta della difesa di scarcerare il boss Cosimo Damiano Sinesi e gli altri tre presunti soggetti coinvolti nel delitto, vale a dire lo stesso Sergio Ragno, Francesco Sinesi, cugino del boss e Gaetano Piserchia. In cella, per l’omicidio di Roberto Tizzano, 38enne, uomo dei Moretti/Pellegrino/Lanza, ci era finito a febbraio anche Patrizio Villani, il presunto esecutore materiale dell’agguato del 29 ottobre 2016 in piazzetta Nigri, all’interno del bar H24. Secondo la difesa di Cosimo Damiano Sinesi, le accuse che lo tirano in ballo come mandante sono verosimili ma non provate: non è provato infatti che il summit di mafia a cui partecipò con il cugino e con lo stesso Villani era finalizzato alla commissione di quell’omicidio. Sarà la Cassazione (fonte Gazzetta del Mezzogiorno, ndr) dopo il parere negativo del riesame che ha rigettato la richiesta di scarcerazione, a stabilire se Sinesi dovrà essere scarcerato o tenuto in cella in attesa dell’udienza preliminare. (nella foto da sinistra, Gaetano Piserchia, Cosimo Damiano Sinesi, Sergio Ragno)



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