CITTÀ

FOTO "ParcoCittà", un modello da replicare

"ParcoCittà", un modello da replicare

FOGGIA,

Un anno fa l’ATS formata dall’associazione di promozione sociale Energiovane, da quella di volontariato L’Aquilone, dalla Fondazione “Apulia Felix” e dalla Cooperativa Monti Dauni Multiservice, con il sostegno della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia e del Comune di Foggia, restituiva alla città uno spazio importante di socializzazione e promozione culturale, l’anfiteatro di Parco San Felice.

Rimesso a nuovo dopo anni di abbandono e vandalizzazioni, quello che oggi si chiama Parcocittà festeggia il suo primo anno di attività e lo fa con una serie di eventi in programma fino a domani.

Questa mattina, la presentazione "Parcocittà un anno dopo". Si traccia un bilancio non solo delle innumerevoli attività svolte tra musica, sport, mostre e presentazione di libri, ma quello che emerge maggiormente, anche attraverso le parole dell’assessore regionale Raffaele Piemontese, è l’importanza che il recupero dell’anfiteatro di Parco San Felice ha avuto a livello di impatto sociale nel quartiere ed in tutta la città. Un modello che ben si presta ad essere esportato in altre zone di Foggia che, di certo, ne uscirebbero rivalutate e riqualificate.

Che quello di Parcocittà sia un modello replicabile, lo ribadisce anche l’europarlamentare Elena Gentile, che  sottolinea come si tratti di un’esperienza che rientra perfettamente tra le linee guida europee per la rigenerazione urbana. Non solo, la Gentile avanza anche una proposta che rientra nell’ambito del progetto di volontariato europeo, ossia fare di Parcocittà, soggetto ospitante dell’iniziativa.

Un anno fa partiva un’avventura resa possibile grazie alla sinergia tra le istituzioni e le associazioni. Una sinergia che, però, - ha sottolineato Tiziana Zappatore, della rete di associazioni che gestiscono la struttura- si fatica a mantenere con l’amministrazione comunale di Foggia.

L’auspicio della ATS, spenta questa prima candelina, è che con Palazzo di Città possa ripartire un dialogo, in modo da realizzare progetti comuni che abbiano un unico obbiettivo: il bene della città.



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