CITTÀ

FOTO Manifestazione 8 agosto, Speranza di Art. 1 a Foggia

Manifestazione 8 agosto, Speranza di Art. 1 a Foggia

FOGGIA,

I militanti e i dirigenti di Articolo 1 di Capitanata parteciperanno alla manifestazione contro il caporalato indetta da sindacati e associazioni, insieme al coordinatore nazionale, Roberto Speranza. La sua presenza rafforza il senso della visita al ghetto di Rignano poco dopo la fondazione di Articolo 1.

 

A distanza di poco più di un anno, gli eventi tragici di questi giorni ci restituiscono tutti i limiti di un impianto legislativo e amministrativo di lotta al caporalato e di integrazione sociale buono sulla carta e poco efficace nella realtà.
“Le leggi ci sono”, si dice, ed è vero. Ma serve al più presto che tutti gli attori facciano la loro parte. Le istituzioni, i produttori, il sistema dei controlli, i servizi a disposizione di chi cerca e offre lavoro in sicurezza e rispettando diritti e dignità dei lavoratori. Ciascuno di questi segmenti del sistema è in sofferenza. La filiera di produzione risente dei bassi costi, la dotazione degli ispettorati del lavoro è insufficiente, il sistema di reclutamento pubblico e di trasporto è praticamente inesistente, le sanzioni sono sporadiche e impercettibili. In questo limbo istituzionale e sociale prosperano illegalità e criminalità organizzata. Proposte, idee, soluzioni sono da tempo note, serve un’azione decisa per trasformarle in prassi condivisa e consolidata.

 

In Parlamento e in Consiglio Regionale il nostro apporto di idee e sostegno politico non mancheranno a chi voglia impegnarsi a concretizzare ciò che di buono esiste e a costruire sistemi più giusti ed equi di relazione tra lavoratori, italiani e stranieri, e imprese.


Eppure, anche questo sforzo importantissimo sarà insufficiente senza una vera politica per l’integrazione che riconosca i migranti come cittadini. Per questa ragione, l’approccio intollerante e propagandistico del governo “del cambiamento” non è solo contrario ai valori democratici, di solidarietà e di umanità degni di un paese civile, ma è un impedimento alla costruzione di un clima sociale in cui quelle politiche possano maturare e attecchire. I valori della solidarietà e della dignità del lavoro non si affermano se non diventano bene comune, riconosciuto da tutti e per tutti. In questo senso, i segnali chiari che vengono dalle forze del lavoro e dell'associazionismo di Capitanata, e dalla comunità cattolica, con in testa il Vescovo Mons. Pelvi, sono elementi preziosissimi di una traccia di lavoro politico e civile che non dobbiamo smarrire. Noi sfileremo anche per questo, per onorare la memoria di 16 lavoratori, e per riaffermare valori e principi che sono alla base del nostro impegno.

 



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