CULTURA

Femminile/plurale: quando la desinenza fa la differenza

FOGGIA,

Il pensiero femminile/plurale che comunica differenze e identità è a Foggia rappresentato da una nutrita ed affiatata rete che con la sua verve curiosa e il suo appeal flessibile offre costantemente al territorio spunti di riflessione attorno al delicato quanto incisivo universo femminile.
L'intreccio di relazioni - e competenze - in questione si chiama Associazione Donne in rete e l'ultima osservazione saggiamente costruita riguarda la costruzione di un volume 'La grammatica la fa ...la differenza' che riguarda - mettendone in evidenza - i motivi extralinguistici per cui si scivola in alcune vistose storture grammaticali sedimentatesi in secoli di asimmetria culturale e sociale tra uomini e donne. L'originalità della proposta editoriale firmata da Donatella Caione, Casa editrice Mammeonline, è l'aver generato un primo caso in Italia di un volume sulla lingua italiana rivolto alle scuole elementari.
"Lo scenario è la scuola elementare - fa sapere Lina Appiano, presidente Donne in Rete - il dialogo si configura con soggetti di tenera età a cui il libro si adatta con le parole delle fiabe e delle filastrocche. La proposta editoriale rivolge tuttavia, con una ricca appendice al libro, la sua provocazione alle persone adulte".
Il ricco parterre della Ubik, che ha ospitato la presentazione, rappresenta proprio la pluralità di pensiero della rete foggiana. Più voci per offrire al pubblico il quadro del libro: da Milena Tancredi, responsabile della Biblioteca dei Ragazzi di Foggia, a Gemma Pacella, Donne in rete che ha avuto per prima l'idea editoriale, da Luisa Staffieri, insegnante e coautrice del libro, a Antonietta Colasanto, consigliera provinciale di Parità, e l'europarlamentare Elena Gentile "per tutti Elena - interviene la Gentile - questa è la sera in cui siamo tutte amiche e amici per discutere della portata della lingua come una cosa viva, bene comune. Una frase, una parola per esempio, in una legge può cambiare profondamente la vita delle persone".

"Questo è il libro del linguaggio sessuato, non sul linguaggio sessuato - spiega Gemma Pacella - il libro lo affronta proprio con degli esempi, con le filastrocche ma anche con dei giochi". Non è un manuale, è piuttosto un vademecum. "Ci siamo abituate/i inconsciamente ad un linguaggio neutro, ma che in realtà era maschile. Quello che desideriamo è un linguaggio che invece punti alla valorizzazione delle differenze". La docente Luisa Staffieri ci spiega da dove 'partire': "Al mio arrivo in classe, ero solita dire 'Buongiorno bimbi'. Ora invece rivolgo il mio saluto alle bimbe e ai bimbi della mia classe. E se qualche volta non lo dico, ci pensano loro a correggermi".
Per Antonietta Colasanto il volume 'La Grammatica la fa la differenza' "è frutto dei talenti delle donne". In effetti sfogliando le pagine del libro - pubblicato in un formato più fruibile, meno didattico e decisamente informale - si capisce che è stato 'partorito' da una robusta squadra di donne ognuna delle quali ha inserito anche il suo personale punto di vista e le proprie esperienze.
L'intervento di Elena Gentile è stato caratterizzato da una similitudine sul tema della maternità: "Del volume ho seguito passo passo la genesi. Si è sempre un po madri: quando si genera un figlio, ma anche quando su genera uno strumento che sarà utile se, una volta al mondo, (quello di ieri è stato un vero e proprio battesimo), le insegnanti saranno capaci di diffonderlo nelle scuole dove avranno il compito di promuoverlo all'attenzione delle piccole generazioni". "La maternità è un'esperienza straordinaria se viene vissuta in gruppo: costruire una legge ad esempio e farlo non da sola ma assieme a tante compagne è stato splendido. Così vale anche per il libro, a cui auguro di poter far crescere quella cultura che fa la differenza".



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