FOGGIA, sabato 9 luglio 2005 - ORE 12.53 Cartolarizzazione immobiliare: se ne discute in città
La decisione del Comune di Foggia di avviare l'operazione di cartolarizzazione immobiliare, cioè la vendita di beni immobili, è oggetto di discussione in città. L'intervento, come è noto, è rappresentato dagli 860 alloggi di proprietà comunale. Sull'argomento interviene la Federconsumatori provinciale che precisa che "la cartolarizzazione immobiliare è un procedimento finanziario innovativo e trasparente adottato dallo Stato e da molti Enti locali e territoriali. Consente di alienare edifici, incassando subito - a differenza della vendita diretta, più lenta - somme di denaro a titolo di anticipazione". Secondo l'associazione guidata dal segretario provinciale, Raffaele Ferrantino, "non si tratta di una "svendita", ma di un metodo che permette di massimizzare il ritorno economico dell'operazione, facendo leva proprio sulla realizzazione di introiti in un tempo breve. Introiti" - aggiunge Ferrantino - "che, nel caso del Comune di Foggia, saranno inseriti in bilancio ed impiegati per operazioni di investimento e, soprattutto, per risanare le casse dell'Ente. La decisione di dismettere il patrimonio immobiliare assunta dal Comune consentirà, inoltre, di recuperare legalità nella gestione degli alloggi comunali (pagamenti indebiti di Ici e di altre spese, verifica di occupazioni abusive, ecc.), dando, inoltre, agli assegnatari (che hanno diritto di prelazione) la possibilità di riscattare gli alloggi, acquisendone la proprietà'. Chi, invece, critica l'approvazione della cartolarizzazione di 860 immobili CER, attualmente assegnati e posseduti da famiglie non abbienti, sono i circoli di Foggia del Partito della Rifondazione Comunista che parlano di "Foggia in svendita... la stagione dei saldi dei beni comunali è iniziata". Un provvedimento che, tra l´altro, cozza, a loro dire, contro l´esigenza di reperire nuovi alloggi per risolvere la grave crisi abitativa della città. "Questa operazione servirebbe a finanziare investimenti del Comune, ma quali investimenti? altre consulenze e spese inutili, o coprire parte del buco di bilancio?", chiedono i circoli comunisti per i quali "ciò che più preoccupa è che non è dato di sapere quale tipo di rapporto verrà posto in essere tra gli attuali inquilini degli immobili e i nuovi proprietari. Verranno ancora applicati i canoni di locazione sociale? Gli immobili verranno posti in vendita? E a chi? E a che prezzo?" Insomma, concludono i circoli di Rifondazione "quali sono i costi ed i benefìci reali di tale operazione"?