FOGGIA, sabato 1 agosto 2009 - ORE 10.52 Venti ed Eventi: Giochi pericolosi
Salve. Anche il primo sole di agosto continua a regalarci un'estate calda e incolore. L'economia ristagna, il clima di incertezza permane nella condizione sociale che attraversa il Paese dove la politica cammina poco e male. Con ogni probabilità ci ritroveremo in autunno inoltrato con i medesimi problemi e soprattutto penso con la percezione forte di andare incontro ad un inverno difficile, duro da superare almeno sul piano sociale ed economico. Da queste parti l'astrattezza - insieme ad una forma più o meno consapevole di incoscienza - ci ricorda che le cose vanno come vanno e quel che succede nei palazzi altro non è che lo specchio di un andazzo malaccorto, dove la mediocrità, ben che vada, suggerisce i tempi del quotidiano, detta le forme. Insomma - cosa volete che vi dica - anche il compito di raccontare i fatti si trasforma poi, vorrei sbagliare, in una funzione meramente trascrittiva di assenze, ritardi e tanta, tanta pochezza. Un esempio di questa specie di istantanea grigia lo abbiamo visto a Lucera dove Pasquale Dotoli - giovane sindaco di belle speranze - viene messo nelle condizioni di gettare la spugna, con il rischio incombente di rimandare tutti a casa. Questa vergognosa situazione creata dalla politica ed in particolare da alcuni uomini del Popolo della Libertà, con il complice sostegno dei soliti noti di una sinistra più sinistrata che mai, ci consegna oggi uno spaccato desolante, con una città, quella di Lucera, preda ormai di un incerto destino, quasi una maledizione voluta ed invocata da avventurieri della politica. Vedete, io non so come andrà a finire e se mai finirà questa storia ridicola di un paese che non riesce a trovare la forza per tornare ad essere città. Non so cioè se Dotoli manterrà il punto sino in fondo come pare sia intenzionato a fare. Credo però che i partiti debbano ritrovare il pudore perduto per mettere in campo comportamenti credibili, perchè quelli visti a Palazzo Mozzagrugno sono ancora il frutto dell'inganno e dalla cultura della viltà, una scena già vista.
Ecco, in tutta sincerità mi sento molto solidale a Pasquale Dotoli, al quale riconosco coerenza e coraggio, che sono già un bel gruzzolo per la coscienza di uomo libero. Sarà un bene per tutti se si allontana la masnada. Poche parole anche sulla città di Foggia che ha una nuova giunta come sapete. Ho visto che quasi tutta la stampa ne ha dato una lettura complessivamente positiva, anche se personalmente sarei stato più cauto nel ricavare tanto entusiasmo. Sicuramente il nuovo sindaco si è sforzato molto per portare a casa il miglior risultato tra quelli possibili e visto l'esito finale, credo che i partiti non lo abbiano aiutato poi tanto, nel senso che hanno rinunciato pochissimo alle antiche prerogative d'investitura. Insomma, autentiche novità non riesco a vederne, ma evidentemente è un mio limite. Probabilmente l'unica novità vera che rimane - quae tangi possunt direbbe Ulpiano - è lui, Gianni Mongelli, il sindaco, l'unico nuovo della compagnia andata in scena per i tipi della politica foggiana. Poteva farsi meglio? Io penso di si, ma lo dico con tutto il rispetto verso l'attuale esecutivo in cui ci sono anche belle intelligenze. Credo che i partiti avrebbero dovuto avere meno spazio nella indicazione dei nomi, credo anche che non sarebbe stato male inserire altre donne al fianco della Lambresa e credo pure che qualche persona meno attempata avrebbe ben figurato nel quadretto, o no? Sul punto mi fermerei perchè poi, guardate, il vero primo giudizio lo trarremo dalle cose che inizierà a fare questo governo cittadino, nato in salita per le note vicende finanziarie ereditate da un altro centrosinistra, edizione Ciliberti. Ho trovato invece positivo, questo voglio dirlo chiaramente, aver rimesso in ordine un po' le deleghe nel Palazzo perchè sino a qualche mese fa non si capiva più niente, con assessori che spacchettavano compiti e funzioni come fa la fisica con l'atomo, causando una confusione ed una degenerazione politica insostenibili. Pensate che anche ora qualcuno riteneva possibile immaginare una delega per il Palmisano e cioè una specie di mezzo assessore, o anche un tre quarti, dedicato agli anziani. Roba da non credere.
Ho sentito, infine, anche con quanta cautela Gianni Mongelli ha presentato la sua giunta. Ha parlato di collegialità e di buon governo, due buoni proponimenti che lasciano ben sperare. Resta in piedi comunque la vicenda dello stato economico dell'arte e cioè di quanti soldi può disporre la Casa. Ne ha parlato con misurata preoccupazione anche il sindaco e probabilmente di qui a breve - con un po' di fresco - andranno letti bene i libri contabili, magari ricordando che Wilde diceva "non esistono libri morali o immorali. I libri sono scritti bene o sono scritti male." A proposito di libri, mi dicono che a Bari ne hanno aperto uno interessante sul centrosinistra e su una serie di presunte tangenti messe a bilancio dai partiti sulle poste della sanità. Vorrei tanto leggere questo libro, solo per capire non per altro, ci mancherebbe. Buone vacanze.