FOGGIA, giovedì 27 agosto 2009 - ORE 20.12 Omicidio in piazzetta: la parola al parroco 'Tutte le agenzie educative dovrebbero fare la loro parte' così il sacerdote della famiglia della vittima
"Questo episodio deve far riflettere l'intera collettività. Tutti devono svegliarsi e far sapere che Foggia è contro la violenza ed è a favore della vita". E' il monito di don Matteo, sacerdote della chiesa di San Tommaso, nonchè parroco della famiglia di Angelo De Rosa, il ragazzino accoltellato l'altra sera in piazzetta. "Non lo conosco di persona, lo vedevo passare davanti alla mia parrocchia quando tornava a casa". Così don Matteo ricorda Angelo. "Non frequentava la chiesa e della sua famiglia si sa ben poco". Non si sbilancia il reverendo, "anche perchè - dice tra i denti - sono tante le voci che si rincorrono, come quella il ragazzo fosse orfano di padre"; ma nulla è confermato. "Siamo vicini alla famiglia della vittima, così come lo siamo alla famiglia Scarpiello. Abbiamo pregato per loro - prosegue il prete - e continueremo a farlo perchè ora, tutto, è affidato alla misericordia di Dio. Parlare di perdono è una parola molto forte, ma sono convinto che in questo momento ci troviamo di fronte a due drammi familiari". A quell'età Roberto (Scarpiello ndr) - dice - ha compiuto il gesto inconsulto, uno scatto di ira, certamente non voluto. Mai e poi mai avrebbe immaginato simili conseguenze. Purtroppo, però, questo è costato la vita ad un ragazzino innocente. Ognuno di noi deve sentirsi corresponsabile - prosegue - non possiamo restare indifferenti, partecipare all'evento solo come spettatori". Secondo il parroco della chiesa di San Tommaso serpeggia nelle nuove generazioni un male sociale "oggi i giovani non si accontentano più di nulla: sono stanchi del loro quartiere, dei loro amici, della loro affetti e questo va ad influenzare negativamente la loro sfera emotiva. Tutte le agenzie educative - chiosa il parroco - dovrebbero fare la loro parte: scuole, famiglie e chiesa per far si che episodi di questo tipo non si verifichino più".