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BARI, martedì 6 ottobre 2009 - ORE 13.43
Gino Giugni, il ricordo di Lonigro (Ps)

'Il dibattito politico e culturale che negli ultimi tempi è andato sviluppandosi intono ai termini e all'attualità del Socialismo e Riformismo, in realtà sempre con toni ed atteggiamenti critici, oggi dovrebbe osservare un momento di silenzio critico di fronte alla morte di un uomo che ha incarnato e rappresentato la coerenza dell'essere socialista e riformista ed i valori che essi hanno rappresentato. I Socialisti pugliesi sono fieri ed orgogliosi di aver avuto un compagno così prezioso come il Prof. Gino Giugni, intellettualmente vivido e lucido nelle sue intuizioni, docente emerito anche presso la nostra Università di Bari, dove ha insegnato Diritto del Lavoro trasmettendo ai tanti giovani i valori della democrazia, della libertà di giudizio e della tolleranza'. E' quanto scrive in una nota il presidente del gruppo socialista alla Regione Puglia, Pino Lonigro. 'I Socialisti - continua Lonigro - non lo ricorderanno solo come il padre nobile dello Statuto dei diritti dei lavoratori, lo studioso di altissimo livello che ha contribuito in maniera determinante al rinnovamento e al progresso della cultura giuslavoristica, come il grande uomo politico, come una figura fondamentale del riformismo italiano, ma anche e soprattutto come il compagno socialista che, nei momenti più drammatici della diaspora, ha scelto coerentemente di proseguire la sua militanza politica, prima nel nuovo Partito dei Socialisti Italiani e poi, nel 2005, tesserandosi nel Partito dei Socialisti Democratici Italiani. La sua cultura riformista lo ha impegnato a trasformare completamente la condizione operaia, che da un sistema senza protezioni, con lo Statuto dei Lavoratori, gli ha assicurato un articolato sistema di tutele, sostenendo l'azione sindacale all'interno delle fabbriche e che tale azione avesse, comunque, una operatività continua e costante. Con il suo determinante impegno intellettuale ed umano è riuscito ad incidere sulle condizioni di lavoro, sui rapporti e sulle relazioni industriali e sulle rappresentanze sindacali. "Quando si parla di lavoro si deve esordire con una premessa fondamentale", diceva, "perchè l'uso che si fa di questa parola è un uso essenzialmente sociale". Questo a significare quanto egli avesse a cuore il problema della piena occupazione, del dramma della disoccupazione, della precarietà lavorativa, della giustizia sociale, della libertà nei luoghi di lavoro, del lavoro anche agli extra comunitari e pensava ad un prolungamento dell'età scolastica e ad un periodo di alta formazione. Con la sua morte, oggi, ci sentiamo tutti un po' orfani del suo insegnamento e del suo impegno e a lui non solo come cittadini, ma anche come socialisti, va il nostro affetto e la nostra riconoscenza per quanto ha fatto per la Nazione ed anche per la nostra Puglia, non dimenticando il tributo di sangue da lui versato per il suo impegno democratico con il vile attentato terroristico subito da parte delle Brigate Rosse'.

redazione Teleradioerre

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