FOGGIA, sabato 1 maggio 2010 - ORE 13.29 1° maggio, la mobilitazione dei sindacati in 13 piazze
'Otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire'. Parole che furono il la bandiera del movimento sindacale organizzato del primo Novecento e che aprirono la strada alle rivendicazioni generali e alle lotte per l'affermazione dei diritti, dell'autonomia e dell'indipendenza dei lavoratori di tutto il mondo. Oggi, oltre un secolo dopo l'istituzionalizzazione del 1° Maggio, giornata internazionale del lavoro, il tema della tutela dei diritti, del miglioramento delle condizioni di lavoro e della tutela della salute dei lavoratori è quanto mai attuale. Non solo sfruttamento del lavoro nero e morti bianche sono le piaghe che ancora affliggono la società. Vite spezzate, a volte dalla fatalità, ma più spesso dalla mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro. A conferma dell'impietosa drammaticità della situazione che vive il mondo del lavoro la tragica morte dell'operaio Nicola Gadaleta, caduto in un silos di grano di Cerignola lo scorso 28 aprile, mentre lavorava in nero. E proprio Cerignola sarà una delle 13 piazze di Capitanata si svolgeranno manifestazioni e comizi unitari di Cgil, Cisl e Uil. I temi generali del 1° maggio 2010, voluti dalle Confederazioni sindacali nazionali, "trovano nella nostra terra di Capitanata, con il suo 16% di disoccupazione, una grandissima attualità ed una maggiore accentuazione - rilevano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil di Foggia, Mara De Felici, Emilio Di Conza e Gianni Ricci - che dovranno caratterizzare le iniziative della festa dei lavoratori. In Capitanata è "indispensabile, oggi più di ieri, intensificare la lotta contro lo sfruttamento e la negazione dei diritti umani nei confronti dei lavoratori italiani e stranieri". Secondo Cgil, Cisl e Uil provinciali, "in contesti socio-economici come Foggia, la diffusione dell'azione del sindacato in tutti i luoghi di lavoro è sempre più fondamentale - sottolineano i segretari provinciali - in difesa dei diritti e delle tutele costituzionali di lavoratori e lavoratrici, oltre che come baluardo per garantire il rispetto delle regole di convivenza civile e democratica che uniscono il Paese".