FOGGIA, martedì 25 maggio 2010 - ORE 13.28 Foggia, preoccupazione della FIOM CGIL per futuro stabilimento Alenia "Parti di produzioni spostate a Grottaglie per la precaria organizzazione del lavoro"
Nonostante i 18 turni e gli straordinari, Foggia non riesce a rispettare i termini delle commesse Boeing per lo stabilizzare del 787. La FIOM: "Decisioni prese sempre senza consultare i lavoratori in assemblea. E dal prossimo anno aumentano le serie da produrre al mese e terminano le lavorazioni per il 777. Quali ricadute sui livelli occupazionali?"
Forti preoccupazioni sul futuro mantenimento dei livelli produttivi ed occupazionali nello stabilimento Alenia di Foggia sono espressi dalla segreteria provinciale della FIOM CGIL di Capitanata, a seguito di una organizzazione del lavoro che il sindacato dei metalmeccanici definisce "del tutto aleatoria, improvvisata, e che stanno portando allo spostamento di parti di produzioni da Foggia verso di altri stabilimenti".
Critiche ai vertici dirigenziali dello stabilimento di Foggia la Fiom li ha mossi fin da marzo del 2009, "quando - commenta il segretario generale Antonio La Daga - abbiamo denunciato come a seguito di scelte superficiali organizzative molti lavoratori non percepiranno il premio di risultato, assegnato per reparti, nonostante abbiano lavorato con la massima professionalità e disponibilità". A nulla sono valsi i 18 turni settimanali, gli straordinari con 14 ore lavorate, nemmeno i sette giorni su sette, "decisioni prese per far sì che si potessero fronteggiare le richieste della Boeing - principale committente di Alenioa - e che comunque mai sono state oggetto di una riunione assemblea di tutte le maestranze".
Il risultato di questa disorganizzazione, denuncia ancora la FIOM, "è stato il rallentamento della produzione, inconcepibile per un'industria di altissimo livello professionale e tecnologico, che negli ultimi tempi è sembrata più una bottega artigiana dove magari si vive alla giornata. Da qui il nostro invito di qualche settimana fa ad Alenia ad uscire da questa sorta di stato confusionale. Ma purtroppo quel che paventavamo si è verificato…".
In un incontro nazionale dello scorso 19 maggio sulle prospettive industriali dello stabilimento di Foggia, l'azienda aerospaziale ha illustrato alle rappresentanze di Fiom Cgil, Fin Cisl e Uilm Uil "la decisione di allestire una seconda linea di montaggio dello stabilizzatore del 787 a Grottaglie, proprio a causa dei ritardi sulle consegne. In attesa di un nuovo incontro da tenere a giugno - sottolinea Antonio La Daga - nel corso del quale Alenia dovrà dettagliare sui tempi e la durata di questa soluzione si suppone temporanea, non possiamo non manifestare la nostra preoccupazione sulla possibilità che tale scelta diventi strutturale, lasciando a Foggia la sola lavorazione della carbonresina".
Preoccupazioni ancor più forti per l'immediato futuro, "se a questa scelta sommiamo che dal prossimo anno le serie che Foggia dovrebbe consegnare saranno più di 10 al mese rispetto alle attuali 5, per le quali comunque siamo in ritardo. E che sempre dal prossimo anno finirà il contratto per il 777, mentre già non si produce più nulla per il 767, velivoli messi in pensione dalla Boeing. Una contrazione della produzione che abbiamo paura potrà avere ripercussioni sui livelli occupazionali in Alenia a Foggia, una delle poche aziende del territorio che sembrava avere un futuro certo per i prossimi 30 anni. Ovviamente la FIOM sarà in campo per difendere la centralità dello stabilimento di Foggia nel sistema Alenia, a tutela delle produzioni e dei lavoratori".