0881.568734 redazione@teleradioerre.it

Teleradioerre.it

ECONOMIA

Crisi prezzo del pomodoro da industria, preoccupazione Flai Cgil

FOGGIA,


"La crisi delpomodoro da industria rischia di avre come sempre ricadute pesanti sul mondo del lavoro nella nostra provincia”. E’ il commento preoccupato della segreteria generale della Flai Cgil di Capitanata rispetto alle trattative sul prezzo del prodotto destinato alla trasformazione.

“Allarmi sono stati lanciati dal mondo delle associazioni di categoria e dalla politica – spiega Daniele Calamita, segretario generale della Federazione dei lavoratori dell’agroindustria -. Condividiamo le preoccupazioni in merito all’accordo sul prezzo del pomodoro sottoscritto nel nord Italia, dove i produttori hanno spuntato 86 centesimi per tonnellata. C’è un doppio rischio: il primo è che si perdano significative quote di coltivazione perché non più remunerative per gli agricoltori, e in Capitanata questo avrebbe di suo ricadute negative sui livelli occupazionali di tutta la filiera. Foggia rappresenta il 50% della produzione nazionale ed esporta in tutto il mondo l’80% del pomodoro lungo”.

Non meno grave sono le ipotizzabili ricadute della crisi di settore “sulla qualità del lavoro. Siamo stati abituati negli anni a vedere come a pagare il prezzo più alto di questa restrizione di profitti per la produzione a tutto vantaggio della distribuzione, che vede un barattolo di 400 grammi di pomodoro costare 80 centesimi all’acquirente e di questi appena 4 centesimi vanno all’agricoltore, siano proprio i braccianti, i lavoratori”. Per la Flai di Foggia “si apre uno scenario dalle trattative in corso che porterà a ulteriore sfruttamento, alla contrazione dei diritti e dei salari. Per queste ragioni chiediamo che anche le autorità e le istituzioni si attivino perché si arrivi ad un prezzo equilibrato e si attivino fin da subito meccanismi di controllo del mercato del lavoro”.



Commenta l'articolo